mercoledì 30 dicembre 2009

Arrapaho


Regia: Ciro Ippolito
Interpreti: Alfredo Cerruti, Daniele Pace, Tinì Cansino
Sceneggiatura: Ciro Ippolito e gli Squallor
Produzione: Italia 1984; Durata: 98'


Scella Pezzata, figlia del capo indiano Palla Pesante della tribù dei Cefaloni, è promessa sposa di Cavallo Pazzo, ma è innamorata di Arrapaho, figlio del capo indiano Mazza Nera della tribù degli Arrapaho, il quale è a sua volta oggetto dei desideri di Luna Caprese dei Froceyenne.

Palla Pesante non può seguire le vicende amorose perché è occupato a invocare gli dei della pioggia, a fare soliloqui con il cavallo Alboreto (un purosangue che giorno dopo giorno si rimpicciolisce fino ad arrivare alle dimensioni di un pony) e a tentare di risolvere il problema delle nascite che nel villaggio sono pari a zero.

CIAK: "In una scenografia western che ricorda più il pratone della Casilina che un territorio dell'Ovest, vivono le tribù "indiane" degli Arrapaho e dei Froceyenne, che si prodigano in una serie di squallidissimi siparietti proto-demenziali. L'amore contrastato tra due giovani, Arrapaho e Ascella Pezzata, promessa in sposa a Cavallo Pazzo, fa in qualche modo da collante. Protagonista il gruppo musicale degli Squallor, Cerruti-Savio-Pace-Bigazzi, che all'epoca conquistò anche una certa notorietà con canzoni trivialissime, molte delle quali in dialetto napoletano".

vareseweb Cinema: "In un West fittizio, strane tribù di indiani intrecciano i loro rapporti. Gli Arrapaho e i Froceyennes condividono le stesse terre e il capo degli Arrapaho vorrebbe sposare la bella "Ascella Pezzata" che però il padre, "Palla Pesante", ha promesso in sposa a "Cavallo Pazzo".
La qualità di film e programmi trasmessi dalle reti nazionali dovrebbe riflettere il valore attribuito dai creatori dei palinsesti al pubblico potenziale, che tutto riversato sui lidi, deve essere ridotto ai minimi storici, almeno a giudicare dalla qualità di questo film. Inqualificabile.
Girato in una discarica romana da Ciro Ippolito e dal gruppo rock-demenziale napoletano degli Squallor, di Arrapaho si può apprezzare solo la consapevolezza della propria bruttezza (attraverso continui rimandi del narratore alla ristrettezza del budget), il resto sconfina in una comicità che attraverso gli indiani vorrebbe essere una satira della televisione, ma che sfocia in uno dei film più brutti della cinematografia italiana, nonostante gli estimatori del Trash provino a rivalutarlo."

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sabato 26 dicembre 2009

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto


Regia: Elio Petri
Sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro
Fotografia: Luigi Kuveiller
Produzione: DAVIDE SENATORE E MARINA CICOGNA PER VERA FILMS
Distribuzione: EURO INTERNATIONAL FILM (1970) - RICORDI VIDEO, PANARECORD, L'UNITA' VIDEO
Paese: Italia 1969
Genere: Drammatico
Durata: 114 minuti

Il capo della Squadra Omicidi di Roma ammazza l'invereconda amante e semina volutamente tracce e indizi per dimostrare che, come garante della Legge e rappresentante del Potere, è al di sopra di ogni sospetto. Uscito indenne dalle indagini, si autoaccusa. Invenzione alla Borges per il primo film italiano sulla polizia con uno straordinario G.M. Volonté. Calibrata costruzione all'americana del racconto in cui si fondono le due anime, realistica ed espressionistica, di E. Petri. Sceneggiato con Ugo Pirro, musiche di Ennio Morricone. Oscar 1970 per il film straniero e Nastro d'argento a G.M. Volonté.

L’accoppiata Elio Petri e Gian Maria Volonté è stata una delle più prolifiche e qualitativamente produttive del cinema italiano, al pari dei sodalizi Fellini-Mastroianni e Antonioni-Vitti, anche se complessivamente sottovalutata dalla critica nostrana e parzialmente rimossa dalle giovani generazioni di spettatori.
Connotata da un forte impegno civile, la collaborazione tra il regista e il grande attore piemontese ha dato uno dei suoi frutti migliori in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, che sarebbe diventato un modello espressivo del nostro cinema generando il filone dei cosiddetti thriller politici, i cui canoni compositivi sono già tutti qui, in questo saggio psicanalitico sulle aberrazioni del Potere, incarnate alla perfezione da un Volonté grandiosamente sulfureo, poliziotto assassino della sua amante (Florinda Bolkan), che prenderà coscienza di come il suo ruolo di capo della sezione omicidi lo metta al riparo da qualunque accusa.
Girato da Petri con stile convulso e grande senso dell’immagine, con un’indimenticabile colonna sonora di Ennio Morricone (una delle sue più belle di sempre), Indagine su un cittadino incarna l’essenza stessa del cinema italiano degli anni Settanta, attento alle implicazioni sociali e politiche delle storie narrate quanto ad un discorso sulla forma, entrambe caratteristiche che sembrano perse nell’asfittico panorama produttivo dei nostri giorni; e se, come Serpico di Sidney Lumet, il film oggi può sembrare in parte datato nel raccontare la corruzione di chi detiene l’autorità, i toni ora grotteschi ora lucidamente spietati dell’interpretazione di Gian Maria Volonté sono da manuale nel tratteggiare un piccolo borghese che nel Potere trova la valvola di sfogo delle proprie frustazioni e delle pulsioni represse: e quando afferma “La repressione è il nostro vaccino, repressione è civiltà”, un brivido corre ancora lungo la schiena, implacabile. Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes ed Oscar per il miglior film straniero nel 1970.

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Parte 2
Parte 3
Parte 4

venerdì 25 dicembre 2009

Hanson brothers - It's a living (2008)

Nonostante questa band canadese sia poco più di un passatempo per i suoi membri fondatori, i fratelli Wright (già all'opera con i più noti e impegnativi NOMEANSNO), in realtà ha saputo esprimere un punk rock di qualità, apprezzabile soprattutto nelle loro esibizioni live.
Il punto di riferimento sono, guarda caso, i RAMONES, pedissequamente ricalcati almeno per quanto riguarda le musiche. I testi, invece, riflettono la demenza dei musicisti in questione e parlano di hockey su ghiaccio, donne e birra.
Dal vivo sono dei mostri, di bravura e di comicità. Ascoltare per credere.
Gabba gabba hockey!

Tracklist:

01. Tommy Speaks
02. Total Goombah
03. Duke It Out
04. Give Me Anything
05. Third Man In
06. Everything
07. No Emotion
08. Four Heads, One Brain
09. Tommy Speaks Again
10. Stickboy
11. No More Head Cheese
12. Road Pizza
13. We're Brewing
14. My Game
15. 100 and 10%
16. Cabbage In A Bag
17. Tranquil
18. More Tommy
19. Sabrina
20. Comatose
21. Danielle (She don't care about Hockey)
22. We're Bad
23. Joey Had to Go
24. Hockey Song
25. Let's Go Out Tonight
26. Sudden Death
27. Shut Up Tommy

Wrong/Southern records

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Myspace
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Ed - Senza ragione (7") #2009


Attenzione! Materiale altamente infiammabile! Si consiglia caldamente di tenere vicino agli alberi di natale. Ultimo 7" dei furiosi Reno thrashers, che continuano a deliziarci con riffoni e assoli supersonici, già marchio di fabbrica del precedente Nailed to the board. Ottima registrazione, 10 minuti e 4 pezzi: fantastici i due in lingua madre (anche l'insolitamente lungo Genio spastico). 300 copie in tre colori diversi: vi ordino di ordinarlo! Qua.
The Reno knows...

Ed - I proiettili sono più veloci delle parole


Tracklist:

a1. Die trying
a2. I proiettili sono più veloci delle parole

b1. Genio spastico
b2. Handy kicks indie kids

Don't Need records
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Myspace
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Red cross - 6 teen punk anthems

Niente ferma più Buco di cultura. Dalle visioni oniriche al punk rock genuino di una volta il passo è breve ed ecco perchè vi propongo un dischetto niente male targato Posh Boy. Doveva essere il 1980 (se non addirittura il 1979), loro erano i Red Cross (poi diventati Red Kross), vivevano dalle parti di San Francisco e spaccavano allegramente il culetto a molti "colleghi" più blasonati. Enjoy

  1. Cover Band
  2. Annette's Got The Hits
  3. I Hate My School
  4. Clorox Girls
  5. S&M Party
  6. Standing In Front Of Poseur

giovedì 24 dicembre 2009

Rock'n'roll high school




Una chicca natalizia per gli amici di buco di cultura, perchè la santa notte è meno pallosa se condita di rock and roll. Avere i fratellini Ramone nel proprio liceo è stato il sogno di tutti. In culo al preside! Uan tu tri for


  • Titolo: Rock 'n' Roll High School
  • Anno: 1979
  • Genere: Commedia
  • Durata: 93 Minuti
Trama: La scuola Vince Lombardi continua a perdere la dirigenza a causa di continui crolli nervosi, dovuti agli studenti che con la loro dedizione verso il Rock and roll portano alla disperazione i presidi. La leader degli studenti è Riff Randall (P.J. Soles), la più grande fan dei Ramones della scuola. Lei aspetta in fila ad un botteghino tre giorni per poter ottenere i biglietti di un loro concerto, sperando d'incontrare Joey Ramone per dargli un brano che ha scritto, Rock 'n' Roll High School[1].

Quando la preside Togar (Mary Woronov) butta i loro biglietti nella spazzatura, Riff e la sua migliore amica, Kate Rambeau (Dey Young) trovano un altro modo per incontrare i loro eroi, vincendo un contest in radio. Ad un certo punto, la preside Togar insieme ad un gruppo di genitori, fa un atto avventato: dopo il sequestro ai giovani dell'istituto dei loro dischi rock gli dà fuoco.

Questo fatto porta gli studenti ad una rivolta, riuscendo ad ottenere il controllo dell'istituto insieme ai Ramones che sono eletti dagli studenti stessi studenti onorari. La preside poi chiama la polizia, la quale chiede agli studenti di abbandonare l'istituto. Gli studenti obbediscono ma per ripicca provocano un'esplosione all'interno dello stesso.

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The believer


REGIA:
Henry BEAN

PRODUZIONE: U.S.A. - 2001 - Drammatico

DURATA: 100'

INTERPRETI:
Ryan Gosling, Billy Zane, Theresa Russell, Summer Phoenix, Glenn Fitzgerald, Garret Dillahunt

SCENEGGIATURA: Henry Bean
(da un soggetto di Mark Jacobson)

FOTOGRAFIA: Jim Denault

SCENOGRAFIA: Susan Block - Carrie Stewart

MONTAGGIO: Mayin Lo - Lee Percy

COSTUMI: Alex Alvarez - Jennifer Newman

MUSICHE: Joel Diamond


"The Believer" è la storia vera di Danny Balint, ebreo e neonazista. La metamorfosi dell’esistenza del giovane è narrata dal regista Harry Bean. Danny sin da fanciullo ha ravvisato nello studio della Torah (La Legge ebraica: la parola di Dio) una contraddizione: e cioé che la condizione ebraica è destinata (sheol: destino), perché apolide, a soccombere sempre, a vivere quindi di pietismo, e a dover assimilare le coordinate commerciali dei paesi in cui errando passano gli ebrei. A questa schiavitù – a detta di Danny – morale ed esistenziale, Danny reagisce diventando un neo-nazista: partecipa a convegni sino a divenire personaggio di spicco dellla "White Power" americana. Ma quando ritroverà tra le sue mani le parole di Dio, la contraddizione vivente che lui stesso incarna diviene puro sacrificio.

L'intelletto, una marcata sensibilità e l'abilità dialettica possono mascherare la verità a noi stessi e agli altri, sposare la negazione di ciò che amiamo trasportandoci, in un moto romantico, verso la distruzione di ciò che siamo impossibilitati a nutrire. L'odio è ingiustificato ma ha radici ben visibili: l'esordiente Bean (sceneggiatore di AFFARI SPORCHI e NEMICO PUBBLICO) le passa in rassegna in modo provocatorio, rendendole al contempo pericolosamente condivisibili e palesemente assurde. Il "Nulla senza fine" contestato dal suo protagonista (l'ottimo Gosling, gemello dell'Edward Norton di AMERICAN HISTORY X) è quello di un vuoto esistenziale dato dall'astrazione dal contesto che, facilitato dalla paura e la sottomissione, arriva a deificare l'immaterialità degli scambi e il denaro. Tesi: il popolo eletto, senza terra, sradica le genti e le culture con cui viene a contatto e colonizza il modus vivendi occidentale. D'altra parte, l'antisemitismo è un facile strumento per unire nell'odio. L'apologo morale di Bean, però, non tocca solo la questione semita, disquisisce sul Male tout-court, nega che sia un'entità a se stante, in quanto tenebra in assenza di luce, angelo caduto, Lucifero cullato nel Bene, sofferenza sepolta, voce amica e disperata, superba, emarginata, incattivita. La sua riflessione consuma gli ultimi stereotipi sedimentati nella coscienza collettiva, guarda dal di dentro con un espediente paradossale ma emblematico (un ebreo tramutato in perfetto naziskin), ha la sfrontatezza di sgretolare il tabù che ha rimosso il fenomeno dell'odio di razza con la comoda e sterile stigmatizzazione del movimento nazista, cerca l'incontro fra vittime e carnefici, mostra la contraddittorietà del rinnegato in cerca di consenso. Le seducenti argomentazioni di Danny mostrano la corda nel momento in cui cercano la via di fuga nella violenza, tallone d'Achille delle ideologie malsane. Bean accompagna il suo protagonista verso l'espiazione, ma ne registra anche il percorso stoltamente coerente: è un uomo che rifiuta il compromesso e pone domande che, in assenza di risposte assolute, converte in pugni chiusi. Per assurdo, arriva ad incarnare ciò che più odia nella sua razza: il settarismo, il vittimismo, l'intransigenza, la superbia, l'ipocrisia della dicotomizzazione (carne/spirito) che sfocia nella contaminazione. Il Credente Addolorato incarna il percorso umano che, agnostico, "deve" percorrere la Scala al Paradiso, a rischio di trovarlo vuoto.

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